Il comportamento delle barriere frontali è oggetto di valutazione da parte di chi deve
selezionarle per uso su strada.
Le prove effettuate su questi sistemi prevedono urti con approccio frontale, angolato e
laterale. Il modo in cui la barriera reagisce consente la classificazione del sistema testato.
Nella classificazione dei dispositivi di ritenuta le caratteristiche “gating/non gating” e
“redirettivo/non redirettivo” vengono utilizzate per delineare il comportamento di un
attenuatore d’urto o di un terminale di barriera. Gli standard interessati sono la EN 1317 e la MASH 2016 che utilizzano la distinzione tra
"redirettivo" e "non redirettivo".
Redirettivo vs Non Redirettivo
La "redirettività" è la capacità di un dispositivo di contenere l'urto di un veicolo e riportarlo in
carreggiata , mentre un dispositivo non redirettivo non ha dimostrato il proprio
comportamento in caso di impatto laterale.
Per ulteriori informazioni, leggere: https://www.smaroadsafety.com/it/cosa-significa-
redirettivo/
Rispetto alla normativa europea EN 1317, la normativa americana MASH 2016 prevede una
prova d’urto anche per i dispositivi non redirettivi al fine di conoscerne il comportamento.
Di seguito è riportato un estratto dalla normativa MASH dove si fa riferimento ai criteri di
valutazione per l’urto laterale.
“Si noti che gli attenuatori d'urto non redirettivi non sono progettati per attenuare in sicurezza
questo tipo di impatto e, pertanto, i parametri di rischio per gli occupanti non rientrano tra i
criteri di valutazione raccomandati. Tuttavia, questi valori devono essere riportati come
strumento per consentire agli enti utilizzatori di stimare il potenziale rischio nell'uso di
attenuatori d'urto non redirettivi. I veicoli impattanti devono rimanere stabili e in posizione
verticale durante il test.”
Sequenza di impatti che ridirigono il veicolo Hercules.
Gating vs Non Gating
La normativa MASH differenzia ulteriormente gli attenuatori d’urto e i terminali di barriera tra
dispositivi “gating” e “non gating”.
Partendo dalla prima espressione, il suo significato letterale è "dispositivo varco" (“gating”
deriva da gate: varco) e si riferisce ad un dispositivo progettato per consentire a un veicolo
in movimento di oltrepassare la barriera durante l’impatto ed entrare in una “clear zone”.
Concetto di clear zone
Per clear zone ("zona vuota") s'intende un'area priva di ostacoli o pericoli che è adibita
all’arresto dei veicoli erranti, permettendo la decelerazione in sicurezza dell'autovettura. Le
dimensioni di questo spazio sono decise dal progettista (ad esempio, per i dispositivi gating
può essere in alcuni luoghi larga 6 m e lunga 24 m).
Invece un dispositivo non gating, non permette al veicolo di fuoriuscire dalla carreggiata
durante l’impatto. Anche i dispositivi non gating necessitano di una “clear zone”, tuttavia, si
tratta di un’area decisamente più piccola.
Esempio di calcolo della “clear zone” per dispositivi gating
Quali sono le differenze tra la classificazione come “non gating” e
"redirettivo"?
La differenza fondamentale riguarda i crash test effettuati. Infatti, i test 32 (con automobile) e
33 (con pick-up) secondo la norma americana determinano se il dispositivo si comporta
come gating o non gating.
Questi test vengono effettuati su terminali e attenuatori d'urto con il veciolo che impatta a 15
gradi sulla testa o sulla parte anteriore del sistema.
Comportamento di un terminale non gating
Invece, i test 34 e 35 che prevedono un urto laterale sul dispositivo determinano se un
dispositivo possa essere valutato come “redirettivo”.
Viene definito un “punto critico di impatto” (Critica Impact Point) che corrisponde al punto a
partire dal quale il comportamento del dispositivo può essere definito non trapassabile e
redirettivo.
Comportamento di un terminale redirettivo
Device Types
Durante il test 35 MASH viene utilizzato un veicolo di 2270 kg che viene diretto verso il
dispositivo sul punto critico con un angolo di impatto di 25°.
gating redirettivo
non gating redirettivo
gating non redirettivo
non gating non redirettivo
Per semplicità ci soffermiamo solo sulle prime due tipologie e delineiamo le loro differenze:
I dispositivi gating redirettivi (generalmente i terminali di barriera monolaterali)
sono progettati per consentire il passaggio di un veicolo se colpiti vicino all’estremità
iniziale (testa) e per ridirezionare il veicolo da una distanza specifica dalla testa. Il
punto di ridirezione dipende dalle caratteristiche del prodotto specifico, anche se
molti dispositivi gating sono redirettivi dal terzo o quarto palo contando dalla testa.
I terminali non gating redirettivi: sono progettati per contenere il veicolo in
carreggiata per tutta la loro lunghezza (in qualsiasi punto il veicolo urta il dispositivo,
esso viene contenuto in carreggiata). Infatti, il “CIP” nei sistemi non gating è proprio
l'estremità frontale (la testa), dove il comportamento del dispositivo muta dall’
“assorbimento” dell'urto al reindirizzamento.
Un dispositivo non-gating redirettivo può essere utilizzato al posto di un dispositivo gating
redirettivo, ma non è possibile l’opposto.
Perché non-gating significa più sicuro?
Nonostante la norma EN1317 non imponga l’utilizzo di dispositivi non gating, questi
rappresentano l’opzione ideale per quei paesi dove non sono presenti ampi spazi sulla rete
stradale. La presenza di pali, alberi a margine della carreggiata o canali di scolo rappresenta
la ragione per la quale un dispositivo “non trapassabile” è l’unica soluzione possibile.
Entrambi i dispositivi gating e non-gating necessitano di una clear zone.
Per determinare la scelta più opportuna bisogna tenere in considerazione che i dispositivi
gating necessitano di una zona di arresto ampia per il veicolo, mentre i non-gating esigono
un’area libera decisamente ridotta dal momento che arrestano il veicolo in carreggiata.
Pertanto, anche in mancanza di clear zone, i non gating riducono la probabilità di
un’incidente post-urto.
Gli attenuatori d’urto utilizzati in spartitraffico sono non-gating, perché la loro applicazione
riduce il rischio che il veicolo invada l'altro lato della carreggiata, evitando di essere un
pericolo per il guidatore dell’autovettura coinvolta nell’urto e per gli altri utenti della strada.
Tuttavia, gli attenuatori d’urto hanno un ingombro trasversale notevolmente maggiore dei
terminali di barriera; di conseguenza, l’applicazione di questi dispositivi non è sempre
possibile sul margine laterale, così come in spartitraffico.
Tutti i dispositivi forniti da SMA, sia testati MASH che EN1317, sono non-gating
redirettivi.
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